La Spirometria

La spirometria è un esame semplice e non invasivo che si esegue con uno strumento chiamato spirometro e che permette di valutare i volumi dinamici del polmone e di rilevare un’eventuale alterazione respiratoria che può essere di tipo ostruttivo, di tipo restrittivo o di tipo misto.

Chi dovrebbe fare una spirometria? Chi fuma, chi ha un affanno insolito, chi si ammala facilmente di bronchite o ha spesso tosse e catarro.

Durante le 24 ore precedenti l’esame basale è necessario non assumere farmaci inalatori, e sarebbe auspicabile non fumare.

Prima dell’inizio dell’esame è necessario conoscere con esattezza sesso, razza, età e altezza del paziente, perché da questi parametri sono estrapolati i dati teorici con cui viene confrontata la performance del singolo.

I valori spirometrici di base si misurano so­stan­zialmente con due tipi di manovre. Una manovra di espirazione forzata (FVC — Forced Vital Capacity — Capacità Vitale Forzata), che consiste nel valutare l’aria espirata durante un soffio alla massima intensità, dopo un’inspirazione massimale. Durante la stessa manovra si valuta il FEV1, cioè il volume espirato nel primo secondo della manovra forzata. Il FEV1 misura quanto velocemente i polmoni si svuotano dell’aria. L’altra manovra è chiamata SVC (Slow Vital Capacity — Capacità Vitale Lenta) e consiste nella valutazione dell’aria espirata con una manovra eseguita tranquillamente. Il rapporto tra FEV1/SVC è un importante indice (Indice di Tiffenau) che permette di valutare l’eventuale presenza di ostruzione bronchiale, che caratterizza malattie come la BPCO e talvolta l’asma bronchiale. Con una spirometria semplice (quella che abbiamo appena descritto) è possibile sospettare, ma non diagnosticare i deficit restrittivi, per cui sono necessari strumenti più complessi come la camera pletismografica, in grado di valutare i volumi statici nel polmone. Il deficit restrittivo può essere sospettato nel caso di un riscontro di FVC, FEV1 e SVC ridotti in egual misura rispetto alla normalità.

La Saturimetria

La saturimetria è un esame diagnostico rapido e non invasivo che permette la misurazione della quantità di ossigeno (O2) presente nel sangue arterioso (saturazione dell’emoglobina — Sat.% Hb) attraverso l’uso di uno strumento elettronico chiamato saturimetro, apparecchio che consente inoltre di rilevare inoltre la frequenza cardiaca. La quantità (%) di emoglobina legata all’ossigeno (saturazione ossiemoglobinica) è correlata in modo diretto con la quantità di ossigeno disciolto nel sangue arterioso e questa valutazione è fondamentale per inquadrare e seguire i pazienti pneumologici. La misurazione saturimetrica può essere alterata dalla pelle delle dita particolarmente spessa, dalla presenza di smalto sulle unghie e/o dall’eccessiva vasocostrizione (mani fredde). Quando i valori saturimetrici sono troppo bassi è opportuno eseguire un’emogasanalisi arteriosa, cioè un prelievo, che per lo più si esegue dall’arteria radiale a livello del polso. Esame invasivo e non eseguibile a domicilio né nella maggior parte degli studi o degli ambulatori privati. L’emogasanalisi rileva precisamente l’ossigeno e l’anidride carbonica disciolti nel sangue, e permette inoltre di misurare l’acidità del sangue.